RECENSIONE: "Riverdale - Fuga dalla città" di Micol Ostow

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Titolo: Riverdale - Fuga dalla città
Autore: Micol Ostow

Serie: Riverdale #2
Editore: Mondadori
Pagine: 219
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TRAMA:
"Per decenni Riverdale aveva brillato del fascino genuino delle piccole città. Nessuno si era preso la briga di smontare la facciata, neanche coloro che ne conoscevano fin troppo bene i segreti e il nucleo oscuro e marcescente. Jason Blossom. Black Hood. E adesso Archie Andrews, ex ragazzo d'oro della cittadina, sul punto di perdere tutto per aver commesso il semplice errore di fare arrabbiare l'uomo sbagliato."

Sono settimane difficili per Archie. È sotto processo per omicidio e le prove non sembrano lasciargli scampo. Betty, Veronica e Jughead però sanno bene che in realtà è stato incastrato da Hiram Lodge. Nel tentativo di dimostrare la sua innocenza, i tre decidono perciò di mettere in atto un piano disperato: tornare a Shadow Lake, sulla scena del crimine. Qui, però, dietro ogni angolo si nasconde una minaccia che può mettere a rischio la loro vita. Riusciranno i ragazzi a trovare le prove che scagionano Archie? Ma, soprattutto, riusciranno a fare ritorno a Riverdale sani e salvi?

Ancora una volta, Micol Ostow ci accompagna all'interno del mondo di Riverdale, svelandoci episodi e retroscena inediti. Un romanzo che tutti i fan della serie-fenomeno americana ispirata ai fumetti della Archie Comics non potranno che amare.



LA MIA OPINIONE:

Devo ammettere di essermi avvicinata a questo romanzo con due sentimenti contrastanti. Da un lato, la curiosità e l'entusiasmo di approfondire il mondo di Riverdale conosciuto tramite la serie televisiva, dall'altro il timore che si rivelasse una pura trovata pubblicitaria che volesse solamente approfittare del successo del format della CW per incassare ulteriori quattrini.
Insomma, sebbene le buone intenzioni c'erano tutte, il timore era sempre dietro l'angolo.

Le vicende si aprono esattamente nel punto d'inizio della terza stagione della serie tv: Archie è stato accusato da Hiram per l'assassinio di Cassidy Bullock, e Jughead, Betty e Veronica gli stanno vicino attivandosi per cercare di scagionarlo.
Detto ciò, il romanzo non si presenta come una pura narrazione di quanto già sviluppatosi sul piccolo schermo. Le vicissitudini vengono infatti intervallate da riflessioni, flashback e aneddoti, che vanno ad arricchire notevolmente l'intreccio della storia, e rappresentano in ultima istanza l'elemento di forza del libro.

Lo stile di scrittura è caratterizzato da un'alternanza di punti di vista differenti, intervallati anche da pagine di diario e testi scritti sotto forma di sms - con tanto di disegnini delle caratteristiche "bolle" degli smartphone moderni.
L'aspetto che ho apprezzato di più è sicuramente la successione delle prospettive dei diversi personaggi, che ha permesso di entrare nella mente di coloro che altrimenti non avrebbero il proprio spazio. Si è così in grado di scoprire ragionamenti e trame nascoste, offrendo una serie di curiosità che nella serie tv passano sott'occhio.
Un esempio è il personaggio di Ethel, che prima di affrontare questa lettura proprio non sopportavo. Grazie al suo punto di vista ho invece imparato ad apprezzarlo, comprendendo le motivazioni che la spingono a comportarsi in modo apparentemente illogico e senza senso.

Citazione Riverdale

Purtroppo non posso condividere lo stesso entusiasmo per quanto riguarda lo stile messaggistico. Esso infatti è proposto tramite l'utilizzo di abbreviazioni e strutture grammaticalmente non corrette che, sebbene siano una scelta comprensibile vista la tipologia di format impiegato, può recare non poco fastidio, specialmente all'inizio.
Ciò è enfatizzato dal fatto che - fortunatamente - oggigiorno tali "sintesi" di scrittura sembrano andare piano piano scomparendo, cercando di andare verso un lessico completo e corretto anche in veloci comunicazioni digitali scritte.
Dunque, sebbene tale aspetto sia in parte giustificabile,all'interno di questo romanzo ci sono comunque particolari circostanze in cui non risulta coerente e appropriato. Mi riferisco ai messaggi inviati da particolari personaggi, come gli adulti e Jughead.
Questi infatti hanno una caratterizzazione tale che, per le loro attitudini o il loro mestiere, realisticamente non ne farebbero mai utilizzo. Insomma, riuscite ad immaginare il caro Jug intervallare la stesura dei propri discorsi, cronache e romanzi, a frettolose accozzaglie di lettere per comunicare con i suoi amici? Io onestamente sarei anzi più propensa a raffigurarmelo come una persona "vecchio stile", che predilige chiamate a messaggi, o perlomeno che struttura quest'ultimi in modo completo.
In sostanza: stile messaggistico approvato? Sì, ma solo nella misura in cui riflette la giusta caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni in cui sono inseriti.

Per tirare le somme: consiglierei questo libro a chi ha già visto e apprezzato la serie televisiva, mentre credo che come lettura a sé stante non credo sia ideale in quanto in tal caso il romanzo mostrerebbe delle lacune.
È tuttavia piacevole e leggero, che risulta un ottimo modo per entrare maggiormente nei meccanismi della cittadina di Riverdale e dei suoi personaggi, specialmente considerando la relativa scarsa chiarezza effettiva con cui questo specifico snodo narrativo è stato trattato sul piccolo schermo.

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Ringrazio la casa editrice per avermi fornito una copia digitale del romanzo!
Vi ho incuriosito? Fatemi sapere se anche voi seguite la serie tv, e se pensate di leggere questo romanzo!


A presto,
Silvia


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