Libri d'infanzia

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Tutti noi lettori abbiamo iniziato il nostro viaggio alla scoperta del mondo libresco in qualche modo. C’è che si è avvicinato alla lettura gradualmente nell’adolescenza, cercando di portare a termine il fatidico tomo assegnato dall’insegnante di italiano e meravigliandosi di trovarlo piacevole, chi è stato travolto dalla passione per la serie che andava tanto di moda e ha iniziato a leggere giusto per curiosità, per non sentirsi indietro rispetto ai coetanei e ai mass media che non parlavano d’altro.

C’è poi un’altra categoria di lettori, quelli che non riuscirebbero a pensare a un momento nella loro vita durante il quale non abbiano avuto un libro in mano, quasi fossero stati appoggiati appena nati in una culla di pagine stampate. Magari l’ambiente che li circondava ha effettivamente influenzato il loro modo di essere e comportarsi nei confronti della letteratura; un semplice zio che tutti gli anni a Natale recapitava un nuovo avvincente volume, i genitori che avevano trasformato il salotto in una biblioteca con scaffali che occupavano ogni centimetro libero delle pareti. In entrambi i casi, quando il lettore cerca di riportare alla memoria la loro infanzia, c’è sempre un libro che salta nella loro mente, uno di quei libri con la copertina dai colori sgargianti e simpatici animaletti stampati qua e là. Non importa quanto caos regni nella libreria, in casa o in cantina, egli sarà sempre sicuro che quel libro è lì che si nasconde da qualche parte, come un tesoro conservato nel tempo.


Anche io possiedo un tesoro del genere, un libricino cartonato intitolato “Oh guarda, c’è un buco!”, anche se in realtà non credo di averlo mai chiamato così poiché – non chiedetemi il perché – per me è sempre stato il mitico e unico Ambo. Quando avevo circa tre anni adoravo questo libro, mi divertivo a guardare gli spazi incisi nelle pagine e a vedere se erano più grandi della mia manina, e chiedevo così tante volte al giorno ai miei genitori di leggermelo che sono arrivati al punto di nasconderlo dicendomi che era andato perso. Neanche a dirlo, dopo un po’ riuscii a ritrovarlo; due metà si congiungono sempre! In ogni caso, non avevo più bisogno che qualcuno me lo leggesse, non perché avessi già imparato a decifrare da sola quei strani segni di inchiostro sulle pagine, ma perché avevo memorizzato perfettamente il testo associandolo alle immagini man mano che si sfogliavano le pagine. Quindi mi mettevo comoda davanti al libro, aprivo la prima pagina e recitavo quello che c’era scritto, poi giravo pagina e continuavo indisturbata. Da qualche parte bisogna pur cominciare!

 

Anche voi avete dei tesori simili? Come avete iniziato il vostro viaggio nel mondo della lettura? Fatemi sapere!
A persto,
Silvia

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1 commenti

  1. Per me i libri che hanno dato inizio alla mia passione per la lettura sono senza dubbio due libri di fiabe.
    Da piccola, prima di dormire, leggevo sempre una fiaba ed ero così innamorata di un volume in particolare da aver imparato la filastrocca sul retro a memoria.
    Quei due libri saranno sempre ricordi di cui non mi libererò mai e che ogni tanto sarò felice di sfogliare ♥

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